[ una ricerca laica e naturalistica della serenita' ]

domenica 18 ottobre 2009





Questo è il post dei litigi. Scritto a rate perchè frequento poco il monitor, pur avendo molto più tempo libero.

Motivo ricorrente n.1: Invidi le mie fasi casalinghe. Non sai quanto preferirei aver da fare tutto l'anno.


Succede in certe sere, che torni cupo ed appesantito. Mi ringrazi per la cena, mangi, ti accendi una sigaretta, parli poco. Hai la faccia stufa, prima ancora che stanca. Sembri in gabbia. Che posso fare? Accorro in soccorso cominciando qualche allegro volo pindarico sugli argomenti che preferisci: week end in montagna, le mie tette, le proprietà benefiche dell'olio d'oliva, la top ten dei nostri dolci preferiti.
Riusciamo a riamalgamare la comunione d'intenti quando, con l'aiuto di qualche buon ricordo, arriviamo a pianificare avventure oltreconfine. Mi sei simpatico. Come sei finito a fare il libero professionista? Hai il fisico da podista, la mentalità aperta del viandante. In qualche vita precedente, devi esser stato un bonzo tibetano. Non disperare, se vuoi una vita da viandante, devi solo cominciare.


Mi guardi come si guarda una che sta sottovalutando problemi megalitici. Non mi contraddici, ma ad ogni modo sembri convinto che io abbia un eccessivo ottimismo, dovuto in massima parte alla mia età. Ed infatti, l'epilogo ricorrente del discorso è: "beata me che ho la mia età e così tanta libertà".

Detesto consolare l'inconsolabile. Allo stesso modo, nessun discorso sulla beata gioventù mi ha mai convinto. L'ottimismo, così come il disfattismo, non ha età.
Non invidiarmi, guarda che ti stuferesti in capo ad un paio d'anni. L'organizzazione dei miei cicli vitali segue le regole del surf e questo è l'attuale destino di un sacco di gente. Sai in cosa davvero devi eccellere? Nella forza d'animo. Sai dove risiede la vera forza ed il valore aggiunto di un surfista esistenziale? Nel riuscire, malgrado tutto, ad immaginarsi protagonista del proprio futuro. Nell'intraprendere grandi progetti, imprese pluriennali, in barba a tutto ciò che c'è di scoraggiante. In altre parole, a sputare in faccia alla frustrazione. Mi vedi tranquilla, ma soltanto perchè so - con precisione ed anticipo - quale fine debba fare ogni mia banconota da dieci, salvo imprevisti. In ultimo, mi rimane qualcosa da investire in formazione. La formazione mi serve per poter cambiare le cose. Alla fine, ho il tuo stesso sogno: poter - vivere - ovunque.


Il malumore, mio dolcissimo amico, è un lusso che non possiamo permetterci.. per fortuna!

Motivo ricorrente n.2: ..

martedì 4 agosto 2009

Cosa conta?

Anticamente, la selezione naturale della specie era affidata alla forza fisica.
Sopravvivevano gli esemplari maggiormente in grado, rispetto ad altri, di adattarsi alle intemperie, sopportare la fame, difendersi dai predatori.

Nel 21esimo secolo industrializzato, la stessa selezione è di natura psicologica. Sopravvivono gli individui forti d'animo. Tutto il resto è disagio sociale.
Sarebbe fantastico concludere il post con qualche bel consiglio sul buon vivere.
La verità scientifica assodata, è che la forza d'animo è prerogativa innata.
Caro lettore, se di questa pasta non sei fatto, non perdere altro tempo!
Torna pure a dedicarti alle tue storie di basso livello, al lavaggio domenicale della tua adorata auto, alla schiavitù alla quale ti sottoponi per far contento il tuo conto corrente - di qualsivoglia numero di cifre esso sia- alle tue seghe mentali, frustrazioni sessuali, alle battute e alle offese sessuocentriche, al tuo vittimismo e alla tua codardia, torna pure a medicarti le corna doloranti: non c'è niente che io possa fare per te. Prego, andare in culo. Qui si fanno ricerche sulla serenità.

lunedì 20 luglio 2009

monday morning





La domenica è il giorno peggiore per chi fa un lavoro da locale pubblico stagionale.
Il cliente della domenica, poi... è il guidatore della domenica che ha trovato parcheggio.
Scriverei volentieri dei vantaggi sociali di questo lavoro, di quanto il bancone sia una postazione perfetta per osservare il comportamento delle persone e di quanto è facile indovinare il carattere di un cliente dal modo in cui domanda - o comanda - il caffè.. ma chiunque abbia lavorato in un bar, lo sa già.
Scriverò invece di quanto è bello il lunedì, se corrisponde al turno di riposo.
Il lunedì è il giorno di degustazione dei piccoli piaceri di stagione. Si comincia dal risveglio comodo, caffè con ghiaccio e.. subito in spiaggia, a nuotare. Il lunedì non ci sono problemi di sovraffollamento.
Ci si procura il pranzo frugando la sabbia con le dita, a mollo nell'acqua molto bassa. Le telline sono buonissime per farci lo spaghetto, coi pomodori datterini. Verso l'una, il sottotetto è pieno di sole. Ci si ripara con dei parei fioriti, fissati morbidamente con delle puntine nel legno delle travi vicine ai finestroni velux. E' stupendo veder "respirare" i parei.

Il lunedì devo sporcarmi giocando. Devo usare la canna da pesca, devo infilarmi il costume dietro i cespugli e infilarmi tra i sassi viscidini di muschio, nell'acqua gelata dei fiumi montani. Devo salvare formiche, ficcare la testa sotto il rubinetto dell'abbeveratoio, salire per il bosco e bere tantissimo. E fare pipì all'aperto (stando sempre attenta alle formiche).

Poi devo ascoltare "la zanzara" su radio 24, lungo i tornanti del ritorno, per tornare nella dimensione adulta e per accorgermi che ho una terribile voglia di arrosticini, da dividere con questo tizio coi baffi che mi porta a giocare e torna bamboccio in mia compagnia.

porto sempre un quadernino e una matita, ma non li uso mai. Raramente tiro fuori anche la macchina fotografica, è l'unica remora dei miei lunedì.


Mi sistemo all'ombra, con l'espressione da miglior-pittore-di-francia, ma finisce sempre che schiaccio un pisolino.

sabato 27 giugno 2009

Ti faccio causa!

Brrr
le frasi che non ho mai pronunciato, quelle del gruppetto "se non la smetti lo dico a papà":
ti denuncio, ti querelo (ma cos'è una querela?), ti faccio causa!
Lungaggini, seccature, voglia di fare altro - altrove. Cavilli, pignolerìe, appigli, vizi di forma.
L'avvocato
buono, come se non bastasse il semplice resoconto dei fatti.
Così, man mano che mi avvicino all'argomento, imparo che il diritto serve ad
eludere la giustizia, così come l'avvocato è considerato buono proporzionalmente alla culaggine della sua faccia.
Io devo semplicemente riavere pochi spiccioli, è una causa di lavoro.

Faccio spallucce: prima o poi ci si passa tutti. Non sono fiera nè contenta, e non è soltanto per il fastidio di dover rispettare gli appuntamenti con lo studio legale.
E' un pò di delusione diffusa. Campo ancora cercando tesori come la saggezza e l'interezza.. contemporaneamente devo imparare a stare al mondo.


giovedì 18 giugno 2009

La fortuna è soggettiva - non sono rari i momenti nei quali penso: "è stata fortuna non aver sposato nessuno e non aver nessun figlio: non sarei stata così bene a questo punto della storia".

Questo è.. egoismo in stile Neruda (o morale in stile Esopo?)

domenica 14 giugno 2009

mercoledì 27 maggio 2009

L'erba di S. Giovanni

L'organizzazione mentale s'appende e s'incrina come uno scaffale troppo carico.
La medicina infallibile: sveglia presto, una cosa alla volta e fatta con concentrazione. Dividere la giornata in mezz'ore. Tenere il ritmo in battere e levare di impegni.
Mi dici "rilassa la fronte".

Meno male, perchè le rughe da aggrottamento non le voglio.
Meglio quelle agli angoli della bocca.
Così sorrido sempre. I clienti pensano che io abbia una vocazione alla gentilezza verso l'umana specie, ma io lo faccio per me. Per arrivare ai trent'anni come dio comanda.
Piccolo training al rafforzamento dell'animo.

Ti immagino 27enne, protagonista di questi stessi slanci. La differenza generazionale, un aspetto affascinante di questo buon rapporto. Un gap di interi anni di vissuto che io posso colmare solo con l'immaginazione.
Buon per me, che posso usare la migliore fantasia, anche quella tenera, quella prescolare, che ti vede azzurro e col mantello.
Buon per te che quasi quasi ti fidi e ci credi, quando ti canto "sogna ragazzo soooogna!"


venerdì 8 maggio 2009

01.02.09

- would you like something to drink? - domandano a raffica le hostess.
Quando finalmente arrivano alla nostra fila sono già stufe, però anche sollevate dall'aver finito il giro di distribuzione E' già trascorsa qualche ora.
Ho preso acqua. Abbiamo deciso di portarci dei panini a bordo, come l'anno scorso. Adesso però faremo scalo negli USA, ed ho dovuto dichiarare, sul form destinato alla dogana, di trasportare cibo e frutta.. non voglio preoccuparmene ora, mi godo il viaggio, buttando su carta i primi ricordi della partenza.
Non sei stato contento del check in fai-da-te.. ed anche per me è stata una sorpresa sgradita. Piccoli attacchi di panico inter-nos, di fronte alle procedure tradotte in qualsiasi lingua - eccetto la nostra - nel terminal esterno dell'aeroporto di fiumicino. La Uniter Airlines non tratta con molto riguardo i passeggeri in classe economica, così a noi toccano le facce pigre ed infastidite delle hostess di terra e le informazioni brutali. Per fare un esempio, dal 13 gennaio c'è bisogno di un'autorizzazione in più per poter toccare il venerabile suolo americano. Galleggio nel dubbio. Mi tornano in mente alcune scene del film "the terminal". Faremo la stessa fine di tom hanks?
Spediti al controllo senza neanche un'indicazione utile, ho il sospetto che i ciccioni in first e business class non abbiano vissuto le medesime scene.
- Evvabè - dice il Dalai - se precipitiamo, crepano anche i ciccioni in business.
Temo che se desse un'occhiata alle istruzioni d'emergenza, scoprirebbe che in business hanno diritto a salvarsi prima di noi :)
Il decollo avviene in ritardo a causa dei venti. Ho accumulato agitazione. Quando la terra comincia ad allontanarsi e a prendere le sembianze di una google map, ci vedo pescara e piazza salotto.

venerdì 24 aprile 2009

Le ragazze serie

Ecco qua, prrrfect! Un bel libro!
Bello preciso incartato blu gradevole con bollino dorato "libreria Ianni".
Bene, adesso mi auguro che non sia un regalo banale. Ho curato tanto la scelta dell'autore. Questo è proprio un libro perfetto per un 35 enne (forse 36enne, non ricordo) del quale ignoro l'orientamento politico/religioso. Di lui ho capito soltanto che ha una grande umanità e simpatia, preparatissimo programmatore informatico, ragazzo bello e rispettoso. Bravo!

...
MA TI RIND COOOND??
Giada s'è fidanzosata!

Che bella che è :) Bella! Una persona forte e tenace, libera e irresistibilmente femmina. Puntualmente poco compresa, benchè generosissima. A volte non l'ho capita nemmeno io.

Trascorrono mesi senza vederci, adesso abitiamo in due città diverse. Ci organizziamo per le cene, in genere prepara lei. La sua casa è un crocevia di simpatici soggetti e sono sicura che ancora esiste qualche anziana vicina di casa che la biasima, nei brevi discorsi da sottoscala.

L'ultima di queste cene mi è parsa fenomenale. Mentre gli uomini si intrattenevano sul balconcino, io e lei chiacchieravamo in cucina. L'immagine metaforica più adatta è quella di due bambine che aspettano di vedersi per potersi - vicendevolmente - fare il segno col gessetto sul muro, così da misurare quanto sono cresciute.

Siamo diventate brave donnine, abbiamo ancora entrambe la fedina penale pulita e stiamo finalmente facendo pace con l'altro sesso.
Sorridiamo. Racconteremo mai a quegli uomini lì fuori, di quella volta che siamo rimaste a cavalcioni sullo spartitraffico della cassia bis? ...
Potrei redigere un'antologia di pericolose avventure compiute a braccetto.

Ma poi, capirebbero mai con quale spirito e con quale fame di.. sentire.. ci affacciavamo sullo scremolino del dirupo della vita? :)

Ugh! Un libro è.. BANALE!

giovedì 16 aprile 2009

Una ricerca laica e naturalistica della serenità.

Sì, gira e rigira, non è questo granchè. Mi sembra d'aver quasi risolto il cubo di rubik e di averne abbastanza: ok, ho capito come funziona, adesso basta.
Non è vero che è diverso ogni volta. Si possono incontrare persone diverse, di differente estrazione sociale, età, cultura, inclinazioni. Le conoscerò per un'ottanta per cento, novanta per cento, sarà un fiorire di nuove conversazioni, nuovi pensieri, poi basta. Il meccanismo è sempre quello, e non capisco perchè le persone si sposino. Tu sei speciale, l'amore no, l'amore è un diagramma di flusso sempre uguale.

Ne ho abbastanza pure di me. Preferisco lavorare che stare appollaiata sulla sedia, la sera. I giorni somigliano allo sgocciolare ritmico di un rubinetto che perde. Preferisco non vederti proprio e tenerti in cima alla lista delle persone che chiamerei se dovessi organizzare una gita, una vacanza, una cena, qualcosa di buono da vivere.

L'ipotetico lettore penserà "ma che popò di stronza".

Il Dalai, al contrario, incentiva la schiettezza, affrontando questo genere di questioni con silenziosa disponibilità. E' la persona migliore che io conosca, pure se non lo sopporto più.





venerdì 3 aprile 2009

Questa pagina è poco frequentata. Mentre metto insieme qualche riga a comporre un post, immagino di rivolgermi a tre o quattro persone: il dalai, mia sorella Anna, io e l'ipotetico lettore.

Il comportamento di fronte all'ipotetico lettore: una sorta di ermetismo. Come una simulazione di carente considerazione dell'estranea presenza. Brevissime, sardoniche sparate su osservazioni troppo personali, a far mio il mio spazio, e se all'ipotetico non va bene o non capisce.. pazienza, it's my style baby! La zip dei fatti miei tirata fino al mento.

Una reazione gallinàcea che non mi rappresenta più. Vorrei poter godere del blog così come godevo delle insenature tra gli scogli di Mazunte: uno spazio tra i più esposti
al mondo ma abbastanza recondito da permettere qualche mezz'ora di giochi puerili e pensieri senza filtro.

In cosa consiste la ricerca di sè? Mi piacerebbe sapere quanto c'è di ormonale nei meccanismi di crescita e sviluppo della personalità, e nell'amore.

mercoledì 25 marzo 2009

Aborrrro

Fa caldo, ho spento il riscaldamento.
Mi piace la canzone di Gaber che parla della strada.
Che la casa sia la rovina di un uomo me ne so
no accorta prestissimo, quando ho assistito alle prime coltellate legali dei parenti adulti, avidi di ogni singolo mattone. La palazzina in centro, tirata su coi classici sacrifici dei nonni, è il background di tutti i miei peggiori pensieri. Tutt'ora vedo persone tirare fuori il peggio di loro stesse, nel tentativo di aggiudicarsi un appartamento in più.
Finirà male, mio caro ipotetico lettore, se "m
ale" vogliamo chiamarlo.
Che se la prendano pure tutta. Libertà è un fegato sano.

Mi riservo il diritto di sperare nella nostra generazione. Siamo ragazzi stanchi di ascoltare bugie.

martedì 10 marzo 2009

tre settimane passano in un flap di ciglia, caro Dalai. La consolazione è che tre settimane bastano a cambiarci d'assetto e a reinnescare interessanti cambiamenti, per la gioia del mio cervello overclockato.
Gli oggetti d'oltreoceano hanno trovato la loro naturale sistemazione in casa, perdendo molto del loro fascino, così sembra davvero che non sia rimasta nessuna traccia e che il nostro viaggio appartenga ad anni fa, o sia stato addirittura soltanto sognato.

giovedì 18 dicembre 2008

"Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale."

Lo riconosco. E' l'attimo in cui comincio a pensare che sia arrivato il momento di vivere un altro periodo.

"da questo momento, qualsiasi cosa facciamo, il Titanic affonderà!"

Eddai ridi! Coi baffi e coi ricci mi sembri pro
prio un mozzo del millenovecentodue e la cucina sempra proprio il ponte di una nave. Giochiamo ad affondare, se vuoi muoio io e tu sei la mia Rose coi baffi, basta che non diventiamo mai due sconosciuti, nemmeno se dovessimo davvero affondare e se la corrente dovesse spingerci lontano.



Tanto, come si evince dalla foto, la corrente fa sempre il giro. L'importante è togliersi dall'adriatico, dove non succede praticamente un tubo.




mercoledì 17 dicembre 2008

grazie gesù

Carina la signora che fa capolino dalla porta del negozio sperando di essere riconosciuta, ha una semplicità d'animo che mi fa imbarazzo. Fattobbene a me che predico tanto su come si dovrebbe e che poi, invece, mi faccio fregare dalla diffidenza. Scrivo questo perchè questa mattina le ho fatto notare la mancanza del forno con una decisione e chiarezza che la circostanza non richiedeva, come a voler sottolineare qualche mio stupido diritto di recesso. La verità è che sapevo di non potermi permettere i costi astronomici delle mensilità da versare all'agenzia.
Il risultato di situazioni simili - me ne rendo conto bene - è di rendermi simile ad un pincher nano che sbraita senza motivo. Se tu sapessi quanto ho cercato di affinare una qualche capacità manipolatoria.. ma l'hai visti i libri di goleman in libreria? Stanno accanto alle raccolte dei peanuts: fumetti e marketing sono tra gli abbinamenti tutto sommato visti e stravisti, che i creativi più banaloidi si ostinano ad esporre sulle librerie, per giunta anche con qualche pretesa di casualità. Siamo bambini vanitosi.

Ci accenderemo il barbeque con goleman, mentre snoopy finirà appoggiato in bagno, liddove risiede la verità su ciò che si legge con piacere.

La signora in questione, a scanso di misteriosità, è la proprietaria del nostro appartamento ideale, che è venuta candidamente a cercarci per dirci di bypassare pure l'agenzia, se vogliamo stare da lei. "Quando ho saputo quanti soldi si prendono.....!", lo dice sinceramente e io sono felice!

sabato 15 novembre 2008

Pronto gesù

Ho preferito telefonare. 1p34h2z51: per favore, non farlo precipitare.


domenica 26 ottobre 2008

ho pure perso

vorrei rimediare a questo disastro di domenica pomeriggio. Il guaio eccolo: per pensare e smaltire qualsiasi faccenda che non sia meramente lavorativa, abbiamo soltanto la domenica. Ho la sensazione d'allungare il brodo. Ti voglio bene molto più di un anno fa.

Sicchè perdonami di essere inciampata su me stessa così banalmente, come in uno sketch di Brignano.
Leggo il tuo oroscopo, come a voler recuperare il filo dei tuoi pensieri. E' ridicolo, d'altra parte però stai con una che ieri sera ha scommesso di cantare la bella lavanderina a brache calate, se tu avessi vinto la partita a freccette.

venerdì 24 ottobre 2008

Con questi cavolo di riccioli riottosi non mi prenderanno mai più sul serio. Credo che mi troverò bene.
Sono le sette della mattina, dormi dalai, tanto mi sto dedicando al mio hobby preferito: mangiare muesli, dare un occhio all'agenda e pensare.
Solo questo mi andrebbe di scriverci: andare in montagna.
A guardare ste pagine sono nere di pennarello, imperativi categorici e simbolini simpatici sdrammatizzanti, però è palesissimo che nell'intrico ho lasciato pulita la domenica pomeriggio.

Portami più in alto di tutti!

martedì 21 ottobre 2008

Soft porn

con quei cavolo di riccioli riottosi, sembri uno con tremila pensieri.

sabato 18 ottobre 2008

Vuoi sapere perchè non mi decido a cambiare pc?
Perchè in 4 anni di lavoro, questo vecchio toshiba non ha bruciato neanche un pixel, ed ancora mi stupisce, quando fa collaborare photoshop e illustrator contemporaneamente, con un giga di ram e una scheda grafica ati.
L'ho acquistato quasi per fare un dispetto al commesso che mi scoraggiava di usarlo per roba più impegnativa della navigazione internet. Non era sicuro che riuscisse a far girare un dvd senza singhiozzare, men che meno avrei potuto farci grafica.
"e chi ha intenzione di farci grafica?", ho pensato, mettendomi sottobraccio lo scatolone e saltellando in direzione cassa.

mercoledì 1 ottobre 2008

Sveglia!

"Il governatore reale dell'Artois autorizza nel 1315 la popolazione di Aire-sur-la-Lys a costruire una torre campanaria, le cui campane suoneranno le ore delle transazioni commerciali e del lavoro degli operai drappieri [...]. L'orologio comunale è uno strumento di dominazione economica, sociale e politica dei mercanti che reggono il comune. E, per servirli, si avverte la necessità di una misura rigorosa del tempo, perchè nella drapperia è opportuno che la maggior parte degli operai giornalieri vadano e vengano al loro lavoro a ore fisse."


lunedì 15 settembre 2008

pensa a bogotà

Nell'ultimo periodo ho pensato davvero di preferire un sicuro, fisico, quantificabile lavoro tra tangibili zolle di terreno, piuttosto che rincorrere una professione cercando di non sgobbarmi, nella pressochè totale immobilità e tra tanti click. Devo ammettere che il destino ha assecondato i miei bisogni spirituali ed economici con una certa clemenza, mi ha posto al servizio di brave persone, ha rinvigorito le mie spalle e mi ha concesso tante occasioni per sorridere.
Faticando per trovare tempo, ho imparato a rimandare. Dedicando le mie serate alla riuscita di caffè che facessero starnutire i miei nuovi amici baristi, ho osservato qualcun altro di quei meccanismi che a te risultano quasi sempre banali. Per farti un esempio: è stato interessante trovarti tranquillo ad attendere il mio ritorno, tollerando il mio disordine come unica traccia della mia presenza

giovedì 19 giugno 2008

ricordo la tua casa, prima che io la occupassi, in un tempo talmente breve da risultare preoccupante. Covo la convinzione che, a dispetto della rapidità, io sia entrata discretamente ed in punta di piedi nella tua vita. Sei troppo educato per smentirmi e non saprò mai com'è andata davvero. Ecco uno dei tuoi difetti.

Hai tutti difetti molto piccoli e vivere con te è facile, piacevole.
Siamo liberi, abbiamo sogni in comune. Robe piuttosto folli che implicano l'uso di camper e molte, molte cartine stradali.
Cavalchiamo docilmente l'onda, preferendo le stanze della casa a seconda dei periodi.

Finirà, prima o poi, perchè tutto finisce. Capirò che è il momento di uscire e mi verrà naturale.

Osservo con un pò di malinconia la scatola dei preservativi vuota.

venerdì 30 maggio 2008

Volevo i pantaloni

siamo cani in cerca di un padrone che ci coccoli, ci bastoni e che, soprattutto, ci protegga. Ma chi ci proteggerà dal padrone? Sarà un altro padrone, dal quale ci dovremo proteggere, e poi verrà un altro padrone e un altro padrone ancora, e non saremo mai al sicuro, fin quando non capiremo che la vita è troppo importante per essere affidata all'arbitrio di una persona che non sia il nostro io.

martedì 20 maggio 2008

Moriente e uccidente

in certe mattine il dolore si fa forte. Soprattutto se, durante la notte, ho sognato aeroporti.Rimango a letto, ma lo sai che non riesco a tirar tardi, non ci riesco per costituzione.
E' buffo, soffro la mancanza di vizi. Manco di pigrizia, manco d'arrivismo e mi manca anche il cattivo gusto di trovare interessante la nostra realtà, costruita sempre più sul packaging e sempre meno sui contenuti, abituata poi, paradossalmente, a negare l'evidenza dei suoi biechi malesseri.
Amico mio portami a colorare con le dita. Vestimi di una maglietta sdrucita che mi vada grande e portami a stendere i panni sul filo.
Riportami nell'altra metà del mondo, dove non sento il bisogno di fumare.

venerdì 9 maggio 2008

Scema

Novità: ho a che fare con qualcosa che muta e cresce tenendo il mio passo, e che non scema col trascorrere delle settimane.
Imprevisti: questo vrucinare l'animo fa tornare a galla un'inestetica amara posa nella bottiglia della memoria, per dirla in una maniera poetica. Considerando il mio passato una vera fogna, sarebbe più calzante dire che sto - segretamente e silenziosamente - ripescando liquame a nude mani. Se non fosse morto il mio psicologo, avrei avuto almeno un colino. Se avessi tutori legali decenti, potrei addirittura depurare. I se e i ma sono dei fessi, diceva mi madre, passandomi l'unica dottrina utile alla vita reale (oltre all'abitudine di pulire il cesso arrivando con la spugna negli angolini, perchè da lì si vede la vera pulizia). Questo paragrafetto puzzone è il mio regalo per la tua festa. Più schietto di un vassoio di biscottini secchi, no?

Opportunità: se c'è una cosa che sta scemando, con mio sommo sollievo, è lo scoramento esistenziale che mi stritola ad ogni notizia sull'andamento economico italiano. No, non ho trovato stabilità economica. No, non ho trovato la fede, non ho vinto al lotto e non ho incontrato persone particolarmente sapide nell'ultima settimana. Ho solo spento la tv.

mercoledì 7 maggio 2008

Sul Bidano

Dacia Maraini valorizza più volte, all'interno di "dolce per sè", la tenerezza dei lessici inventati nell'intimità della coppia.

Regredire al pigolare potrebbe sembrare un'appiccicaticcia e melensa abitudine... A me piace. Non mi separo dalle mie espressioni, ripropongo quelle più saporite così come le più puerili, anche se non mi calzano più come qualche anno fa.
A molte persone continuo ad offrire, nelle serate fredde, una buona camoninna sul bidano.

...

lunedì 28 aprile 2008

o no?

Baricco? Non gli regalerei una lira. Per scrivere meglio è sufficiente scrivere più spesso.

Purtroppo mi porto appresso da che nacqui, una reazione di ostinata indolenza rispetto agli obblighi, diciamo, "di rappresentanza". Quelle azioni volte soprattutto a dimostrare di sapere/saper fare. Meccanismo più che mai seppellito nell'incoscio, difficile da osservare e forse impossibile da estirpare. Io ancora ci scavo su, per rendere l'idea. Coerente con l'idea di persona che desidero essere, presto attenzione alla sostanza, preferisco, per quel che posso, portare in dote l'acume intellettivo, digiunando del superfluo, conoscendo il fatto mio e conoscendolo per me. Dovrei seminare un pò di spirito d'ambizione, di competitività, imparare a fare fumo, inventare un escamotage per far digerire alla coscienza anche un'eventuale episodica prevaricazione sociale.

mercoledì 16 aprile 2008

Duck Hunt

Amante dei cambiamenti, escogito parametri di comparazione ed osservazione nuovi, per intripparmi meglio bambina mia, stando bene attenta a non prendermi mai troppo sul serio.
Quante cose si evolvono nel tempo di macerazione di una genziana?


Direi che l'aria s'è fatta decisamente primaverile fuori. La tensione ha fatto spazio ad un ruspante appetito verdurifero. Mi alzo all'alba con vero gusto, perchè il sottotetto si riempie di sole e cinguettiì. Ho scoperto i contadini del giovedì mattina e il concetto di spesa a km zero (avendo avuto la concentrazione giusta per guardare l'ultima puntata di Report). Firmo almeno due volte a settimana sulle ricevute di comodato del centro culturale. Mi impegno molto meno nella ricerca di consensi. Il che fa di me una persona meno paziente col prossimo ma estremamente libera. Mi capita ancora di smarrirmi in incubi notturni ed al risveglio pensare "sei sola. non lo sa nessuno. taci e fingi". Malgrado questo, conservo un temperamento troppo allegro per poter ricordare qualsiasi altro verso di Pessoa, alla faccia di Pessoa.
Cerco una bicicletta, sui giornali di annunci che poi abbandono sul termosifone del bagno, in attesa di farne suppellettili in cartapesta. Ci sono quattro bicchieri guinness in più nello scolastoviglie. Vuol dire che siamo usciti a farci una birretta fuori due volte. Casa rimane il nostro intrattenimento preferito. Abbiamo scoperto un ingrosso dove possiamo caricare un cartone pieno delle eleganti lattine nere bordate oro.
In quell'ingrosso, l'ultima volta, hai preso birra e zymil.

mercoledì 26 marzo 2008

Linguaggio Frigo

class BigliettinoEgoista {
public static void main(String[] args) {
System.out.print ("Ciao Dalai, ho riempito il sarcofago bianco con birra, sottilette e prosciutto cotto. Potrebbe telefonare Francesco per il pastaefagioli party. Assicurati che abbia la schiacciata barese prima di proporgli uno scambio culturale.");
System.out.println ("di "+args[0]+" "+args[1]);
}
}

venerdì 21 marzo 2008

La Di Lo Do Vi Co

"In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…."(A. de Saint.exupéry)

Allora lui, in un tardo e zuppo d'umido pomeriggio, mi domanda: "da quanto tempo è che non la vedi?"
Così a me si fa vacuo lo sguardo all'istante, lentamente inchiodo le pupille sulla condensa del parabrezza, sul rosso del semaforo, su una ringhiera, un segnale stradale, sull'asfalto asfaltato scatramato che la roba che ci si fa l'asfalto ci si fanno le sigarette, che schifo, bisognerebbe smettere prima ch'io ci muoia, che da parte di mamma ci sono i mali brutti, da papà le cardiopatie
E' ancora rosso il semaforo che io ho già risposto meccanicamente, come se il mio copione comparisse per sortilegio sul cruscotto, sulla parete di un pub o nel cielo, ogni volta che mi si domanda qualche cosa che riguardi lei. Parlo, ma penso al catrame delle sigarette, alle malattie, al buco dell'ozono, gli astronauti, ghandi e il bianconiglio, in piena, ipnotica - ma perfettamente orchestrata - crisi dissociativa.
Un pò mi solleva, ogni tanto mi secca, la sua mancanza di curiosità nei riguardi delle mie vicende. Non c'è morbosità nelle sue domande, non vuole sapere tutto.
Mi domando se si tratti di incuranza.. oppure di una più elevata forma di rispetto, una concessione maggiore di spazi e di tempi, resa possibile magari dalla differenza d'età tra noi?
Non indaghi perchè tanto cosa te ne fai?
Oppure non indaghi perchè avremo tutto il tempo di raccontarci senza passare per lo step delle Frequent Asked Questions, un brunch un lunch un coffee break, che sa tanto di chat.

Piuttosto..
..congratulazioni per il tuo primo utilizzo di skype.

giovedì 13 marzo 2008

Ignoranti, loro

del fatto che è adesso una gran donna e che sarà un'ottima madre, perchè quando mi dice "è tutto normale", io le credo.
quell'altra, del fatto che ha radicato in sè il gene del successo: non voglio perdermi una puntata della sua vita.
Io tifo spudoratamente e sempre per le mie sorelle.

sabato 8 marzo 2008

Dio ti benedica

se hai golosità. Camperai cent'anni:

le spezie in cucina
il fumo in salotto
la saponetta al sesamo in bagno
le lenzuola fragranti a letto.

Non paghiamo sempre in banconote, non usiamo il carrello. La benzina ci piace carburarla sulla strada per Villa Celiera.

mercoledì 5 marzo 2008

Guinness

nel senso di primato, primato personale.
Adesso so cosa c'è dopo il quarto mese di relazione.
Ci sono io, nella testa rapata di fresco: tranquillità autentica per un 50% - simulatrice per la restante metà del tempo - l'insonnia lieve di chi cerca di capire se il binario del lavoro rimarrà abbastanza contiguo al binario degli affetti.
C'è lui, posso soltanto supporre cos'abbia in testa: tranquillità autentica per un 50% - educatamente incurante del mondo circostante per la restante metà del tempo - non perderebbe il sonno nemmeno con una base missilistica sotto casa. Registro i primi sintomi dell'urgenza di cambiare, di sapere in cosa consisterà il prossimo step, primavera/estate 2008 di una vita che cambia allo stesso ritmo delle collezioni di abbigliamento.
Nel frattempo sbatto uova e le mescolo al cacao peruviano, in compulsiva attesa del ciclo.

mercoledì 16 gennaio 2008

inventario

- adattatore presa
- phon piccolo
- tappi orecchie
- pallina squash
- enterogermina
- batterie
- memoria canon
- coltellino
- copricapo
- protezione solare
- borraccia
- tanichetta olio
- treppiede
- fotocopiare tutti i documenti vitali (passaporto, carta di credito, patente)
- medicinali (p. 475)
- sapone, dentifricio e spazzolino
- asciugamani nido d'ape

venerdì 11 gennaio 2008

sei segnò?

Temuto termine delle sei settimane, nel ventunesimo secolo dei sentimenti in prova e a tempo determinato.

venerdì 21 dicembre 2007

polygons

Ero lì, che sgranocchiavo insalata, col giubbino ancora indosso.
Torna lui e domanda "permesso". Che fuoriclasse.
Porta con sè una scatola di legno nudo bellissima, che tocca aprire facendo leva con la lama. Una cassa piena di vino. Merry Christmas.
E' un placido venerdì sera, chiusura del periodo lavorativo ginseng e caffè indiano, pregusto il riposo e fisso il soffitto scomponendolo mentalmente in poligoni, textures e mappa bump, la chitarra la trovo già modellata negli archimodels, il radiatore non so. Deformazione professionale, liddove il termine deformazione è persino troppo blando.
C'era una posa di dolcissima malinconia nella bottiglia, devo essermi scolata anche quella e adesso mi ci cullo. E' da qualche giorno che dormo al caldo, accucchiaiata tra lui e tra pensieri di quasi forse amore che terrò ancora per un pò soltanto per me.

lunedì 17 dicembre 2007

Avventura a Durango

Bella scena, tornare nel sottotetto che ormai, con una punta di invadenza e presunzione, chiamo "casa".
Tornare e trovare lui e gli ingredienti della cena sul tavolo. Versare due calici di vino e sentirmi domandare "perù..?"
Ecco, sta botta mi sei piaciuto, perchè anche se sei educato e rispettoso vecchio stampo, attento a non farmi mai fare ruzzoloni di timidezza, sai prenderti la confidenza per stupire.
Allò perù. Perù cazz è bbello.. ma quanti soldi costa il volo e cosa c'è..
Sul divano, atlante alla mano, cerchiamo il lago titicaca. Reminescenze di vhs walt disney home video, "saludooos amigooos".

Questa pagina si chiama trimtool, e trimtool è un comando di maya, serve a "rifilare".
Trimtool sono le forbici per disegnare le frangette..

Trimtool è la fase della vita in cui sembra essersi messo tutto al proprio posto, un pò per culo un pò a forza di spostare macigni dalla strada, in tempo di frane. Oggi 17 dicembre 2007 è tutto al proprio posto, bisogna solo "rifilare". Senza mai cantar vittoria (ravanandosi sempre e sonoramente i maroni)

giovedì 13 dicembre 2007

"come d'incanto"

..il nuovo film disney di natale!
It's twelve o' clock, yum appetito, buon natale da virgin radio. virgin classic 1971!
Ora blogger consente di salvare le tue bozze automaticamente!? Blogger sì e maya no, maya ancora succede che ti si chiude quando le ripassano i 5 minuti, chisciccis la zapp..

Un messaggino carino in un momento di pausa perenne, mi dipingeva col naso pigiato contro il vetro del pullman in direzione di via felicioni number five! Le lucine in vetrina mi ricordano l'ikea e mi fanno venire voglia di farchisa in montagna.

mercoledì 12 dicembre 2007

Pizza & benza

Ovvero, le preoccupazioni di oggi, a parte l'essermi svegliata con un ritardo atomico, le otto e quaranta per portare il culo a quaranta km dal letto entro le nove.
L'aver rinunciato a bucare lo spaziotempo già da qualche settimana, m'è servito solo a conseguire la nomea di ritardataria. IO!
Stamane intanto avevo la scusa plausibile: in tempi di sciopero degli autotrasportatori, si sta rimanendo tutti senza carburante. Una situazione che sa un pò di tempo di guerra e che mi ha fatto desiderare di essere altrove, non sulla statale per roseto.
Alleggerita del ventone blu dal vecchiarello ip che consiglia a tutti di fare rifornimento almeno per superare il week end, riprendo la corsa verso l'ufficio. Mi rendo conto che è un vero e proprio viaggio, tutto in terza/seconda, e che non posso più rimandare l'utilizzo dei mezzi. Dovrò rieducarmi alla sveglia al mattino e alla vita da pendolare. Ed alle scarpe da tennis. La vita è troppo breve per rovinarsela correndo in ufficio, giorno dopo giorno.. ma non posso ancora scegliere di non farlo. Accadrà, forse accetterò di buon grado di alzarmi al mattino per lavorare sulla veranda dello chalet in montagna o sulla sdraio assolata dell'atollo dei miei sogni.. ma cosa ci penso a fare, pensarci fa MALE, mentre butto l'occhio a destra, a cercare il negozio del Tambourine man, ancora blindato, perchè lui il mercoledì attacca a mezzogiorno, il pigro.
E chiude alle otto.
Potrei fargli la pizza..
Pizza, pensieri di mozzarella filante su sughetto di pomodorini che sanno di origano, accompagnami così, fino a città sant'angelo dove mi aspetta un'altra giornata svogliata, pizza stesa a 4 mani, le mie colorate e le sue grandi da uomo, tant'è che il mio cuore non sa cosa provare al contatto con quelle mani, se desiderio o un senso di benedizione.

martedì 11 dicembre 2007

11/12

Diciamo intorno alla metà di dicembre. Periodo strano per battezzare un blog, l'ultimo mese dell'anno, col suo carico di ultimatum di ogni sorta, prima delle vacanze di Natale.
Lo sguardo del Dio degli spazi internet gratuiti mi sorprende così, coi capelli corti riflesso fragola, reduce ikea e pertosse, con gli stivali original anni settanta, la sete da arrosticino mangiato ieri sera, jeans taglia 40 MA addominale che tradisce, anzi svela, anzi
strilla al mondo che la mia inclinazione al bere bene non è venuta meno con gli anni.
Ho 25 anni, consumato sei delle sette vite da gattaccia che avevo. Faccio l'animatrice, cartoni animati, anche se oggi - martedì uncididdodici in questo ufficio alieno e lontano da casa mia - è bene sottolineare che
sto provando a fare l'animatrice e che non ci sto riuscendo. In compenso nasce il mio blog, le parole ticchéttano dalle dita colorate con la stessa facilità di sempre, alla cieca sulla tastiera. Le parole rimangono la mia terapia.
Le persone vicine si contano sulle dita colorate di cui sopra, ed è sufficiente una mano. C'è Joe l'onnipresente da anni, di ritorno dall'ennesima impennata professionale del 2007, stavolta è finito in dubai. Vive sempre a pisa, lo vedo meno che mai.
Dal 2004 c'è Giada, terapeutica anch'ella, una longilinea 26enne che mi ha insegnato la spontaneità dei modi, compagna di ogni variazione sul tema "vita".
C'è una nonna che passa sopra i suoi preconcetti precotti di femmina di una qual certa morale per ascoltarmi parlare dell'ultimo amore.
C'è l'ultimo amore, per quanto vorrà rimanere.