martedì 26 aprile 2011

Graham Greene mi piace!
E' tutto in ristampa, e "in viaggio con la zia" proprio non si trova.
Al centro culturale c'è qualcosa. Ho preso "amori facili, amori difficili", sono racconti da una decina di pagine l'uno, a basso tenore di romanticismo e piuttosto surreali. Strano, i racconti di Greene sembrano naturale prosecuzione dell'ultimo libro letto: "la grammatica di Dio" di Stefano Benni (sottotitolato "storie di solitudine e allegria").
Altrettanto visionario, intendo dire.
Buonissimi per l'ora del ritorno a casa, da gustare col tisanino.


Devo dire che che intorno alla mezzanotte - tempo della vigorosa passata di mocio sulle mattonelle bianche del locale, quando ancora manca qualche mezz'ora al termine della fatica e su radio subasio passano la barbosissima rubrica delle canzoni d'amore - il pensiero felice sul quale faccio presa è proprio il libro che mi attende sullo scaffale; il particolare momento in cui mi sforzo di terminare un racconto, e guardo a che numero di pagina sono arrivata, prima di farci - comunque - la piegolina all'angolo.


Ultimamente ti parlo di un progetto autunnale, che non ha un programma, non ha una destinazione e non ha nemmeno una finalità definita. L'unica certezza contemplata sarà la lontananza per un periodo più o meno breve.
"vorrei vedere di fare qualcosina da sola".
Oh sì, mettere il naso fuori, amico mio. Perchè non è la lontananza che uccide l'amore; ma trovami uno che abbia il coraggio di ammetterlo e che sia pronto a sacrificare la fatidica rassicurante routine in nome di quella felicità che si prova quando riabbracci qualcuno e ne scruti tutti i cambiamenti.

"potrei fare come Maddalena, cercarmi un'occasione di volontariato.."
Ci ripenso: non sono fatta per le congreghe, e molto probabilmente nemmeno per le onlus. A momenti non mi ricordo nemmeno in che verso si fa il segno della croce... ed a parte questo, in linea di massima, non condivido l'idea di dover pagare per lavorare.

"sennò una vacanzina-studio, così è la volta buona che scardino i limiti del mio inglese scolastico"
"mi sembra una buona idea".
Avanzo una perplessità, che può sembrar stupida, ma solo per chi non tiene bottega in un paesino ciarliero dove tutti si fanno gli affari di tutti (ed i frutti naturali delle malelingue sono le pressioni, il tempo perso a giustificare roba che non hai mai nemmeno pensato e -nel mio caso - i cari, versatili, risolutivi e quantomai irrimediabili vaffanculi).
"le clienti penseranno che ti ho mollato per chissà cosa o chissà chi".
"e io dirò che sono fiero di te".


Uao. A parte la sensazionalità della conversazione con un uomo che non patisce sindromi di possesso, è veramente strano, quasi impensabile che un uomo si dica fiero del desiderio d'indipendenza della sua donna.

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