martedì 20 settembre 2011

Oggi è martedì, giorno libero, la temperature in discesa ed una spessa trapunta di nuvole mi ostacolano nell'impresa di riordinare ciò che si è fermato ed impolverato nei mesi lavorativi.

devo - fare - un - mucchio - di - cose.

C'è la questione casa. Solo a nominarla mi deprimo. E' la prima questione che dovrei regolare.
C'è che si avvicina la data del trasferimento del negozio, con appresso un corteo di faccende da sistemare, soluzioni da trovare. Non si può dire che io e il dalai si lavori in perfetta sinergia. E' come se non riuscissi affatto a fidarmi del suo senso pratico. In risposta alla mia insicurezza, succede che divento autoritaria, vagamente taccagna, piuttosto drastica. E' evidente che ho un'idea sbagliata delle doti che dovrebbe avere un leader.
Oppure no, la mia concezione delle cose è giusta, io sono solo un'escursionista già esausta che si rende conto di essere soltanto adesso all'inizio della salita, e che quindi sta sbroccando.

Ci credo in quello che sto facendo?
Amico, questa storia mi sta ciucciando tutta la linfa vitale. Non sento più niente, non vedo appoggi, vedo solo persone vicine che apportano problemi, su problemi, su problemi.
Il guaio dei legami famigliari è che nessuno si pone il problema di risarcirti del tempo e del denaro dedicato, e qui mi riferisco al parassitismo becero di mio padre, che fa la faccia addolorata quando arrivo alla 14esima ora di lavoro no-stop, ma che comunque ritiene cosa sacrosanta e dovuta il pagamento delle sue tasse (spero ogni santo giorno di sbagliarmi).
E' per questo motivo che mi guardo bene dallo sposarmi, amico. Vedo intorno donne che si accollano impegni inumani, mentre gli uomini di casa stanno a guardare. Le vedo con la calcolatrice in mano, col calendario nell'altra mano, a fare conti sul reddito, a cercare di piazzare i figli all'asilo, a prendersi cura di tutti.

Tu non hai nessuna intenzione di andare oltre l'ottava ora di lavoro. Se non ce la fai, lasci che all'affitto ci pensi io. Ma anche al bollo. All'assicurazione. Alle vacanze.
Ok, almeno non rompi i coglioni. Non mi sembra in ogni caso uno scambio equo. Adesso capisco che se finirà, sarà per questioni schifosamente legate alla nostra situazione economica.

Che ti devo dì. Gratta e vinci?

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